Estensione della legittima difesa

Contratto di governo: “Si prevede la riforma ed estensione della legittima difesa domiciliare eliminando gli elementi di incertezza interpretativa […] che pregiudicano la piena tutela della persona che ha subito un’intrusione nella propria abitazione e nel proprio luogo di lavoro.”

Fonte: Contratto di governo (pag. 22)

Il senatore Romeo (Lega) ha presentato al Senato un disegno di legge (S. 652) che modifica le disposizioni in materia di legittima difesa e delle pene per i reati di furto in abitazione e furto con strappo.

Il 3/10/2018 è stato presentato dal relatore Ostellari in Commissione Giustizia del Senato il testo unificato, realizzato attraverso la sintesi del ddl Romeo e di altre 7 analoghe proposte di legge: la discussione in Aula del testo licenziato dalla Commissione è stata calendarizzata per il 23/10/2018, prima della sessione di bilancio.

Il 25 ottobre 2018 il disegno di legge unificato è stato approvato dal Senato ed è stato trasmesso alla Camera per l’approvazione definitiva; fonti parlamentari facevano ritenere che ci sarebbero state delle modifiche: infatti, la minoranza aveva proposto di eliminare l’indennizzo dell’aggressore nel caso di eccesso colposo.

Il 24 gennaio 2019 la Commissione Giustizia della Camera ha completato l’esame del testo, con l’approvazione di un unico emendamento, proposto dalla Commissione Bilancio, circa gli oneri statali per il gratuito patrocinio.  Il 18 febbraio 2019 è iniziata la discussione generale alla Camera dei Deputati.

Fra il 5 ed il 6 marzo 2019, la Camera ha votato il disegno di legge, che è tornato al Senato per l’approvazione definitiva, a seguito dell’emendamento approvato in Commissione; il vicepremier Salvini aveva assicurato che, entro marzo, il provvedimento sarebbe stato legge e così è stato, essendo stato approvato il 28 marzo 2019.

Cosa prevede la nuova legge?

La legge fortemente voluta dalla Lega modifica l’articolo 52 del Codice Penale, in tema di legittima difesa domiciliare: il dettato legislativo viene modificato nel senso di ritenere sempre sussistente il rapporto di proporzionalità fra difesa e offesa, nel caso di difesa a seguito di una violazione di domicilio e ogni altra tipologia di intrusione armata o con violenza; la proporzionalità dovrebbe, senza questa disposizione, essere altrimenti vagliata dal giudice.

La punibilità di colui che eccede, in maniera colposa, nell’esercizio della legittima difesa, è esclusa nel caso in cui il fatto sia stato commesso per la salvaguardia della propria incolumità o dei propri congiunti, e qualora si sia agito in stato di grave turbamento.

Nel caso di legittima difesa, per espressa disposizione, non sarà dovuto alcun risarcimento del danno; nel caso di eccesso colposo, ferma restando la non punibilità in sede penale, al danneggiato potrà essere riconosciuto un indennizzo definito dal giudice.

Infine, la proposta di legge prevede l’applicazione del gratuito patrocinio per coloro che hanno agito in legittima difesa e siano stati indagati e successivamente prosciolti o assolti, oppure il procedimento sia stato archiviato o sia stato dichiarato il non luogo a procedere.

Il 28 marzo 2019 il Senato ha approvato definitivamente la proposta di legge: la promessa di estendere l’ambito di applicabilità della legittima difesa domiciliare è pertanto mantenuta.

La lettera del Quirinale

Il 26 aprile 2019, un mese dopo l’approvazione della proposta, il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge: contestualmente, però, ha inviato una lettera ai Presidenti delle Camere ed al Presidente del Consiglio. Il Presidente Mattarella, prima di tutto, ricorda nella lettera come la legge non attenui il compito dello Stato di garantire la tutela e la sicurezza dei cittadini; successivamente mette in luce due punti critici della nuova disciplina: l’articolo 8 prevede che le spese del giudizio siano poste a carico dello Stato solo per quanto riguarda la legittima difesa domiciliare, e non anche per le altre fattispecie. Inoltre, l’articolo 3 subordina la sospensione condizionale della al risarcimento del danno per i reati di furto in appartamento e con strappo, e non anche a quello di rapina e tale trattamento differenziato non appare ragionevole alla luce di una sentenza della Corte Costituzionale del 2016.

Aggiornato al 26/04/2019

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