Stop finanziamento pubblico indiretto ai media

Luigi Di Maio: “L’odio dei media nei nostri confronti è l’elemento di continuità dal 2014 a oggi. Ma anche per loro sta arrivando il momento di dire addio ai finanziamenti pubblici indiretti e alle inserzioni milionarie delle aziende partecipate dello Stato che dettano loro la linea editoriale”.

Fonte: Askanews

La legge di bilancio 2019 incide in particolare sui finanziamenti diretti all’editoria, con un taglio progressivo dei contributi all’editoria; nel 2019 il taglio alle imprese editrici formate in cooperative di giornalisti sarà del 20% nella parte eccedente il contributo di 500.000 euro, del 50% nel 2020, del 75% nel 2021 fino all’eliminazione totale nel 2022. I contributi alle imprese editrici non formate secondo la formula delle cooperative avevano invece già visto un taglio totale negli anni precedenti.

In merito ai finanziamenti indiretti si prevede la soppressione, dal 2020, delle riduzioni tariffarie per spese telefoniche da parte delle imprese editoriali e radiotelevisive; la legge di bilancio, inoltre, prevede una riduzione, a partire dallo stesso anno, dei crediti di imposta per le imprese produttrici di prodotti editoriali che investono in programmi di ristrutturazione economica produttiva.

Per il momento il Governo non ha invece previsto alcunché per le inserzioni delle gare pubbliche, che rappresentano la somma più elevata, nel totale, dei finanziamenti indiretti ai media ed in particolare alla carta stampata.

Non presente nel contratto di governo.

Aggiornato al 29/12/2018

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