La legge di bilancio 2019, spiegata

Il disegno di legge di bilancio per il 2019 dopo il vaglio della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, dove sono stati discussi i primi emendamenti del Governo, è approdata in Aula per ulteriori modifiche ed è stata approvata il 7 dicembre con il voto di fiducia. Ora passerà al Senato. Ma cos’è di preciso la legge di bilancio dello Stato italiano, che caratteristiche ha e che iter segue?

 

Cos’è la legge di bilancio

La legge di bilancio, chiamata generalmente manovra economica, è la legge ordinaria dello Stato con cui il governo decide quante e quali risorse pubbliche impiegare nell’anno successivo e soprattutto definisce dove impiegarle. La legge, presentata dal Governo, deve essere approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre e entra in vigore il primo gennaio successivo. La manovra è il provvedimento di finanza pubblica più importante dell’anno.

La legge di bilancio ha preso il posto della vecchia finanziaria (eliminata nel 2009) e dal 2016 è tutt’uno con la legge di stabilità dello Stato. Il testo contiene le misure previste dal Def, il Documento di Economia e Finanza con il quale lo Stato italiano stila un programma triennale di spese ed entrate. Il Governo, quindi, comunica al Parlamento le entrate e le spese per l’anno successivo, con le dovute coperture, e insieme gli obiettivi triennali di bilancio. Il Presidente della Repubblica può non firmare leggi sprovviste di coperture finanziarie.

Il provvedimento per il 2019 è da qualche mese al centro del dibattito politico perché prima vera misura economica del Governo Conte, che sta cercando di dare seguito alle promesse elettorali di Movimento 5Stelle e Lega. La notizia principale finora è stata – il 15 ottobre, dopo un Consiglio dei Ministri finito a tarda sera – la decisione da parte del Governo di alzare il deficit per il 2019 al 2,4% del Pil, l’1,5% in più di quello preventivato dall’ex Governo Gentiloni. Questo significa che buona parte delle coperture per le risorse in più stanziate l’anno prossimo saranno in deficit. Il Governo, cioè, le farà prendendo in prestito dai mercati i soldi, sui quali dovrà pagare degli interessi. È intorno a questo 2,4%, e all’opportunità a o meno per l’Italia di farsi prestare soldi, che sta ruotando da settimane il futuro della manovra.

Ma vediamo prima quali sono i passaggi che la legge di bilancio deve seguire per entrare in vigore.

 

Iter e scadenze

  • Presentazione del Def in Aprile, con le previsioni triennali di entrata e di spesa, in questo caso fatto dal governo Gentiloni
  • La nota di aggiornamento al Def del nuovo governo: 27 settembre
  • i Paesi dell’area euro trasmettono all’Ue il documento programmatico di bilancio (Dpb): 15 ottobre
  • Il governo deve presentare in Parlamento il ddl di bilancio entro il 20 ottobre
  • La Commissione europea esprime un primo parere sulla manovra entro il 30 novembre
  • Modifiche e approvazione definitiva di Camera e Senato: entro il 31 dicembre
  • Entrata in vigore della legge:1 gennaio

 

A che punto siamo?

Il 15 ottobre il Governo ha inviato a Bruxelles il Documento Programmatico di Bilancio, cosa che devono fare tutti i paesi dell’area euro, perché fosse vagliato dalla Commissione Europea. Le politiche economiche dei paesi membri devono seguire infatti delle linee guida previste dai trattati europei. La Commissione Europea con una lettera a firma di Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari Economici, e Valdis Dombrosks, Vicepresidente della Commissione, ha espresso un parere negativo sulla manovra, a causa di uno scostamento eccessivo dagli impegni presi in precedenza e ha invitato il governo a rivedere le sue previsioni di spesa. Il governo Gentiloni, solo in aprile, aveva previsto nel Def un deficit dello 0,9% del Pil.

La Commissione ha contestato un deficit troppo alto e ha ritenuto che le misure per cui sono stanziate risorse, tra cui reddito di cittadinanza e quota 100, non stimolino abbastanza la crescita e non contribuiscano a ridurre significativamente il debito pubblico. Il Governo italiano si è detto non disponibile a cambiare la manovra e il ministro dell’economia Tria, con una lettera di risposta, ha provato a spiegare le ragioni dell’esecutivo all’Ue.

Spiegazioni che non sono però bastate perché il 21 novembre la Commissione europea ha bocciato la manovra finanziaria rimasta invariata e ha chiesto al Consiglio dell’Unione l’avvio di una procedura di infrazione contro l’Italia per deficit eccessivo; è la prima volta che succede nella storia dell’Ue. L’Italia è ora invitata a correggere la propria legge di bilancio, pena l’applicazione di sanzioni. L’Ue può sanzionare il nostro paese in tre diversi modi: con la trattenuta di una percentuale del PIL, con una multa tra lo 0,2 e lo 0,5 del PIL o tramite la sospensione parziale o totale dei fondi strutturali destinati all’Italia.

Vari esponenti del governo, tra cui i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, in prima battuta hanno reagito alla bocciatura della Commissione sostenendo che la manovra non sarebbe cambiata di una virgola, salvo nei giorni appena seguenti aprire a delle modifiche. La legge di bilancio, nei suoi passaggi in Commissione e in parlamento, molto probabilmente sarà modificata dagli emendamenti del governo che alleggeriranno alcune delle misure annunciate, ma se ne sa ancora poco. Di sicuro si sta trattando: la Commissione vorrebbe che il deficit previsto dalla manovra italiana fosse rivisto almeno al 2%. Questo significherebbe dire un taglio di spesa o un aumento di entrate di circa 8 miliardi di euro.

 

Cosa prevede la manovra? Numeri e coperture

La manovra complessiva vale 33,4 miliardi di euro. Si stimano minori entrare per 13,4 miliardi di euro, anche a causa della sterilizzazione dell’aumento dell’Iva che da sola costa 12,3 miliardi. Le spese saranno maggiori per 19, 9 miliardi, di cui 6,7 per il reddito di cittadinanza e altrettanti per quota 100.

Da banche, svalutazione crediti, dismissioni e condono lo stato prevede di recuperare 7,9 miliardi, mentre 3,6 verranno da tagli alle spese e riprogrammazione di fondi: questi 11,6 miliardi si sommano a 21,7 miliardi di deficit per coprire l’intero costo della manovra.

 

Le promesse

La manovra prevede l’attuazione – totale o parziale – di alcune promesse che i partiti al Governo avevano fatto in campagna elettorale. Le misure principali, e già note, contenute nella legge di bilancio, sono la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia per 12,5 miliardi (evitando il rialzo dell’Iva), la creazione di un fondo di investimento da 3 miliardi e l’imposta unica al 15% per le partite Iva che fatturano fino a 65 mila euro l’anno. Il regime forfettario per le partite Iva è stato presentato come il primo passo verso la flat tax, l’imposta unica sul reddito (già diventata doppia, al 15% e al 20%) che Salvini vuole fortemente. Per il reddito di cittadinanzae per i pensionamenti a quota 100, le altre due promesse simbolo insieme alla flat tax, sono state invece solo stanziate le risorse, ma nella legge di bilancio non sono specificati ancora i termini della loro realizzazione. I due provvedimenti sono stati stralciati dal testo, in quanto la loro discussione avrebbe potuto allungare il già difficile iter della manovra. Saranno probabilmente realizzati con due decreti separati che il governo spera di varare prima di Natale. Sono tuttora in discussione però le platee (quanti cittadini ne beneficeranno), la data di partenza e le modalità di erogazione di entrambi.

Delle decine di emendamenti presentati nelle ultime ore è interessante citarne un paio. Uno particolarmente discusso mantiene le accise straordinarie sulla benzina per la regione Liguria. Nessun aumento quindi, com’era circolato all’inizio, ma comunque una decisione in contrasto con la promessa, non mantenuta, di Salvini di eliminare subito tutte le accise sui carburanti. Un altro, particolarmente festeggiato dai 5Stelle, aumenta di 60 milioni i fondi per scuola e università. Si tratta però di un aumento dello 0,5%, non maggiore degli aumenti degli scorsi anni, e non in linea con la promessa del ministro all’istruzione Bussetti, di investire nella scuola e sbloccare 7 miliardi solo per l’edilizia scolastica.

 

Fonti e approfondimenti:

http://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/index.html

https://www.tpi.it/2018/12/02/legge-di-bilancio-2019/

http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?idLegislatura=18&sezione=lavori&tipoDoc=dossier&codice=18/ST/PDF/ID0006b