IRES associazioni no-profit

Luigi Di Maio: “Quella norma va cambiata nel primo provvedimento utile. Si volevano punire coloro che fanno finto volontariato e ne è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli. […] Ma prendo l’impegno di modificarla nel primo provvedimento utile”.

Fonte: Repubblica

Lo scorso 11 Febbraio, con l’approvazione definitiva  del DDL semplificazioni a seguito del voto alla Camera,  il Governo ha mantenuto un’altra promessa: la riduzione dell’IRES sugli enti no-profit.

Con la Legge di Bilancio infatti era stata modificata la tassazione agevolata sugli  enti del cosiddetto terzo settore con un beneficio previsto per le casse dello stato di circa 120 milioni di euro in tre anni.

A seguito delle innumerevoli critiche a quella che è stata definita una “tassa sulla bontà”, il Governo ha repentinamente promesso di fare dietro-front con “il primo provvedimento utile”; nel DL Semplificazioni, infatti, sono stati inseriti gli articoli 8-bis e 8-ter, che posticipano l’entrata in vigore della disposizione introdotta in Legge di Bilancio al periodo d’imposta di prima applicazione di ulteriori misure di favore per tali enti. Pertanto, la riduzione dell’IRES per gli enti no profit viene confermata solo fino a quando non verranno introdotte nuove misure di favore per questi enti; a quel punto, l’IRES potrebbe essere nuovamente innalzato alla soglia prevista originariamente nella Legge di Bilancio.

Le coperture finanziarie – circa 118 milioni di euro per il 2019 e 158 milioni di euro per il 2020 – derivano dal Fondo per interventi strutturali di politica economica, dal Fondo per il finanziamento di nuove politiche di bilancio e dal Fondo per le esigenze indifferibili.

Considerati i tempi propri dell’iter legislativo, nonostante sia passato più di un mese dall’annuncio della promessa, si può dire che sia stata mantenuta.

 

Non presente nel contratto di governo.

Aggiornamento al 7/03/2019