Il Decretone, spiegato

Il 17 gennaio 2019, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge 4/2019, soprannominato giornalisticamente il Decretone: ci riferiamo all’atto legislativo che contiene tre promesse cardine del programma di governo, Reddito di cittadinanzaPensione di cittadinanza Quota 100; le tre misure sono state introdotte mediante decreto legge, affermando la straordinaria necessità e urgenza di prevedere una misura di contrasto alla povertà e dare corso ad una generale razionalizzazione dei servizi per l’impiego, per quanto riguarda il RdC, e dare attuazione a interventi in materia pensionistica finalizzati alla rivisitazione del sistema vigente, per quanto invece concerne Quota 100.

Il Decretone nasce già molto lungo, composto da un articolato di 29 articoli, rispettivamente 13 per Reddito e pensione di cittadinanza, 13 per Quota 100 e la riforma della governance dell’INPS, 3 per le disposizioni transitorie, che contengono anche delle disposizioni in materia di giochi d’azzardo; in sede di conversione, però, sia il Senato della Repubblica che la Camera dei Deputati hanno inserito nuovi articoli, rendendo l’intero testo molto complesso.

Il decreto legge, proprio perché creato dal Costituente come strumento per far fronte a situazioni di urgenza, è entrato immediatamente in vigore: pertanto, già dal 6 marzo, tramite Poste Italiane, CAF e domande autonome attraverso il sito istituzionale, tutti gli interessati hanno potuto inviare domande per il Reddito di cittadinanza sono state già inviate più di 200mila fino al 17 marzo, domande e sono stati fissati altrettanti appuntamenti.

Le domande per Quota 100, invece, sono state presentate fin da subito, non essendo necessario mettere in piedi un sistema di invio apposito: la misura, infatti, modifica semplicemente i requisiti per l’accesso alla pensione. Gli ultimi dati diffusi dall’INPS parlano di oltre 95mila domande presentate fino al 18 marzo, di cui circa un terzo da parte di lavoratori pubblici.

REDDITO DI CITTADINANZA

“Con pensione e reddito di cittadinanza che introduciamo con questa legge di Bilancio avremo abolito la povertà” – Luigi di Maio

La prima promessa, contenuta nel Contratto di governo, che il Decretone affronta è proprio il Reddito di cittadinanza: croce – per la Lega – e delizia – per il Movimento 5 Stelle – del Governo Conte, la misura ha come obiettivo quello di garantire un reddito minimo a una fascia della popolazione che vive al di sotto di determinati limiti fissati dal decreto stesso; in particolare i beneficiari saranno cittadini italiani, dell’Unione europea o in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo, residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 consecutivi. Dal punto di vista patrimoniale, i richiedenti non potranno avere un ISEE superiore a 9360 € e immobili – oltre la prima casa – del valore superiore a 30mila euro; a seguito di un emendamento introdotto dalle Commissioni della Camera, saranno beneficiari anche i working poor, coloro che lavorano ma con stipendi molto bassi, che saranno ritenuti disoccupati. Saranno invece esclusi sia i condannati in via definitiva, che gli indagati e gli imputati.

La Card di cittadinanza – ANSA

Il RdC è un beneficio economico mensile: non potrà essere superiore a 9360 € annui, valore che va però moltiplicato per la scala di equivalenza in base ai componenti il nucleo familiare, e non si potrà beneficiarne per più di 18 mesi continuativi; l’importo sarà caricato su una apposita card e saranno possibili prelievi per cifre molto limitate (100 euro): gli acquisti saranno monitorati per evitare frodi. Il beneficio sarà composto da massimo 6000 € di integrazione salariale e di 3360 € nel caso in cui i beneficiari siano titolari di contratto di locazione o mutuo. Un emendamento introdotto durante la discussione assembleare alla Camera ha inoltre previsto che si decadrà dal reddito di cittadinanza nel caso in cui si acquisti il possesso di somme o valori superiori a 6000 € derivanti da donazioni, successioni o vincite, fermo restando però il divieto di utilizzo del denaro caricato sulla card per scommettere o giocare d’azzardo.

Per beneficiare del RdC, i componenti del nucleo, in condizione di lavorare, dovranno necessariamente dare la propria immediata disponibilità al lavoro e sottoscrivere un Patto per il lavoro o un Patto per l’inclusione sociale; questi patti costituiscono un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale, che prevede attività al servizio della comunità – nel limite massimo di 16 ore, innalzato rispetto alle originarie 8 -, di riqualificazione professionale o di completamento degli studi.

Anche i percettori di Naspi potranno beneficiare del Reddito di cittadinanza, quindi ricevere l’integrazione salariale nonché accedere alle politiche attive per il lavoro: ci sarà però un limite, ossia l’importo di Naspi ricevuto andrà sommato ai redditi familiari e pertanto concorrerà a raggiungere la soglia di 9360 € ISEE.

I beneficiari riceveranno fino a 3 offerte di lavoro dall’ANPAL, la prima nel raggio di 100 chilometri o 100 minuti dal domicilio, la seconda nel raggio di 250 chilometri e la terza in tutta Italia: rifiutate tutte e tre le proposte, si decade dal beneficio; è stato però approvato un emendamento per il quale i beneficiari del reddito di cittadinanza saranno obbligati ad accettare la proposta di lavoro solo se il salario sarà di almeno 858 euro al mese. Chi assumerà a tempo pieno ed indeterminato i beneficiari del RdC avrà un esonero dal pagamento delle prestazioni previdenziali pari al valore del beneficio mensile del lavoratore e per un periodo pari alla differenza fra 18 mesi ed i mesi già usufruiti dal beneficiario; nel caso di licenziamento del lavoratore – eccetto per la giusta causa ed il giustificato motivo – il datore di lavoro dovrà restituire il beneficio maggiorato delle sanzioni previste. Per i beneficiari che decideranno di mettersi in proprio, è previsto invece un incentivo pari a 6 mensilità di RdC.

L’INPS ha chiarito che, nel caso in cui si esauriscano i fondi indicati nella Legge di bilancio 2019 dedicati alla misura, ci sarà una “rimodulazione dell’ammontare del beneficio (…) esclusivamente nei confronti delle erogazioni successive all’esaurimento delle risorse non accantonate”; i limiti sono quantificati in 5894 milioni di euro per il 2019, 7131 per il 2020, 7335 per il 2021.

Il Decretone, inoltre, autorizza l’assunzione di 65 carabinieri100 finanzieri per scovare i “furbetti” del Reddito di cittadinanza: queste assunzioni però non faranno parte del contingente di assunzioni straordinarie promesse sia dal ministro Salvini che dal ministro Bongiorno, ma rientrano nel contingente ordinario.

PENSIONE DI CITTADINANZA

Il Decretone costruisce questa misura come una tipologia particolare di Reddito di cittadinanza; inizialmente, i beneficiari sarebbero stati i nuclei composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni, ma a seguito di un emendamento ora accederanno alla PdC anche i nuclei con all’interno persone disabili gravi o non autosufficienti (fermo restando il requisito dei 67 anni per tutti gli altri membri). La misura consiste in una integrazione della pensione – pari a massimo 7560 € annui – e un aiuto per pagare il canone di locazione – nella misura massima di 1800 € annui -. Con la Pensione di cittadinanza, lo scopo è quello di evitare che i pensionati abbiano una pensione inferiore a 780 euro netti al mese e una coppia di 1170 euro.

Di Maio mostra le coperture – Ansa / Riccardo Antimiani

A differenza del Reddito di cittadinanza non è prevista una sospensione dopo 18 mesi, in ragione della diversa ratio sottesa alla misura: infatti, la Pensione di cittadinanza consiste in un’integrazione per tutti coloro che hanno una pensione sotto la soglia di povertà.

L’erogazione della Pensione di cittadinanza non avverrà solo mediante la Card, ma anche attraverso i normali strumenti previsti per il pagamento delle pensioni: questo a seguito di un emendamento approvato nella volata notturna in Commissione a Montecitorio; anche per i beneficiari di Pensione di cittadinanza è prevista la sospensione del beneficio nel caso in cui siano destinatari di misure cautelari personali, oppure condannati per reati di terrorismo, truffa aggravata ai danni dello Stato, sequestro di persona, associazione mafiosa e scambio politico elettorale mafioso, nonché i latitanti; la sospensione si applica anche agli indagati e imputati.

QUOTA 100

“Lo dedico alla Fornero. Quota 100 è il punto di partenza per un’Italia più giusta” – Matteo Salvini

Cavallo di battaglia di Matteo Salvini, la misura consente di andare in pensione a tutti coloro che raggiungeranno i requisiti di almeno 62 anni di età anagrafica38 di contributi versati: potranno accedere alla misura tutti i lavoratori, pubblici e privati, iscritti all’INPS; restano così esclusi tutti coloro che sono iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria, come i professionisti. La norma parla espressamente di una sperimentazione per il triennio 2019 – 2021 e sarà alternativa alla pensione secondo la disciplina introdotta dall’ex ministro Fornero: pertanto, i potenziali beneficiari della misura potranno andare in pensione anche a 67 anni. Oltretutto, vigendo il sistema contributivo, andare in pensione con Quota 100 implicherà che si dovrà rinunciare a una parte – più o meno ampia – di pensione, che si sarebbe maturata congedandosi secondo i criteri Fornero.

Salvini – Agenzia DIRE – www.dire.it

I lavoratori privati avranno una finestra, un periodo fra la data in cui vengono maturati i requisiti e la data in cui potranno andare effettivamente in pensione, di 4 mesi; i dipendenti pubblici, invece, di addirittura 6 mesi e comunque non prima del 1° agosto 2019. Per i dipendenti pubblici, inoltre, si è creato il problema del pagamento del Trattamento di fine servizio: infatti, la norma prevede che comunque non possa essere pagato ai pensionati prima della data in cui sarebbero dovuti andare in pensione, secondo i requisiti ordinari, quindi 67 anni; in realtà, la disposizione è stata modificata nel passaggio parlamentare, prevedendo che si possa chiedere il pagamento anticipato (nel limite di 45.000 €), mediante finanziamento bancario agevolato. Per quanto riguarda gli interessi, circa l’80% di questi sarà coperto da un Fondo appositamente istituito, la cui dotazione iniziale è di 75 milioni di euro.

Quota 100 ha avuto un buon successo, in particolar modo nel settore pubblico: per tale ragione, durante il passaggio parlamentare, si sono dovute inserire delle clausole per sbloccare le assunzioni in certi settori, per evitare deficit di personale troppo ampi; come noto, le assunzioni nella PA sono state congelate dalla Legge di bilancio 2019 fino al 15 novembre 2019.

Per coprire le scoperture di personale negli uffici giudiziari derivanti da Quota 100, il Decretone permette l’assunzione al 15 luglio 2019 di 1300 unità di personale non dirigenziale; il settore della giustizia è già fortemente in deficit di personale, con una vacanza di 9753 unità cui si aggiungono ulteriori – potenziali – 7158 unità beneficiarie dell’anticipo pensionistico.

Il Ministero per i beni e le attività culturali potrà invece assumere, sempre con decorrenza 15 luglio 2019, 551 unità: 91 tramite scorrimento delle graduatorie approvate nell’ambito di un concorso ultimamente celebrato, e 460 attraverso lo scorrimento delle graduatorie relative ai concorsi interni già espletati; sono state introdotte norme analoghe per assunzioni nelle Regioni, aziende ed enti del S.S.N. ed enti locali.

Di Maio e Tridico – Filippo Monteforte / AFP

Il Decretone, infine, contiene anche la riforma della governance dell’INPS: viene modificato il sistema introdotto durante i governi precedenti, in cui c’era solo il Presidente dell’ente pensionistico, e si torna indietro al sistema precedente del consiglio di amministrazione; per quanto riguarda le nomine, il Governo ha raggiunto la quadra sui nomi di Pasquale Tridico – quota M5S, già indicato durante la campagna elettorale dallo stesso di Maio come possibile ministro del lavoro – in qualità di Presidente (succedendo così a Tito Boeri), e di Adriano Morrone – quota Lega, dirigente dell’INPS ed ex direttore dell’ENPAIA – in qualità di Vicepresidente. In un primo momento di transizione, Tridico e Morrone saranno, rispettivamente, commissariovicecommissario dell’INPS.