Carlo Cottarelli: “I minibot danno il segnale di voler uscire dall’euro, sarà decisiva la Legge di Bilancio 2020”

Al Festival dell’Economia di Trento abbiamo avuto occasione di fare una breve chiacchierata con Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani.

Dopo una lunga carriera nel Fondo Monetario Internazionale, nel 2013 Enrico Letta lo nominò commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica, posizione lasciata l’anno successivo essendo stato nominato Direttore esecutivo nel Board del FMI. Il 28 maggio 2018 invece fu convocato da Sergio Mattarella per ricevere l’incarico di Presidente del Consiglio, a cui rinunciò poco dopo in virtù della formazione di un governo politico tra Lega e Movimento 5 Stelle. Dal 2017 Carlo Cottarelli è inoltre direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano.

Dal nostro monitoraggio giornaliero risulta mantenuto circa il 24% delle promesse; in quanto direttore di un importante osservatorio indipendente, cosa ne pensa di questi dati?

Certo, mantenute ma non nella stessa misura, non al cento per cento. Quota cento è stata introdotta ma sono stati messi tanti paletti, il reddito di cittadinanza è stato fatto ma con tantissimi paletti. Tuttavia c’è stato effettivamente un cambiamento. Non è comunque un cambiamento con il quale sono d’accordo, nel senso che è un cambiamento che va verso un maggiore deficit. Del resto c’era scritto anche questo nel Contratto di governo. Per quest’anno si è messa qualche toppa e il prossimo anno il problema resta, però non mi sentirei di dire che il Governo non ha mantenuto le promesse.

Infatti questo emerge dai nostri studi. A tal proposito, la risposta del Ministro Tria soddisferà la Commissione europea? Verso cosa andiamo incontro?

Io credo che non prenderanno misure drastiche a questo punto, aspetteranno di vedere cosa c’è effettivamente nella Legge di Bilancio 2020 e aspetteranno magari l’insediamento della nuova Commissione europea. Però se i mercati cominciano a peggiorare, e allora c’è necessità di agire subito, magari mercoledì saranno più severi.

Sulla mozione che è passata alla Camera riguardo la questione dei minibot, se potesse diventare veramente una legge cosa comporterebbe?

L’unico motivo per introdurre i minibot è quello di abituare la gente a veder circolare pezzi di carta, che non si possono ancora chiamare moneta ma quasi. E’ una cosa che se verrà fatta, sarà una chiara indicazione di dove si vuole andare: uscire dall’euro.