Un anno bellissimo: Pubblica amministrazione

Durante il governo giallo – verde uno dei punti più dibattuti dell’agenda politica furono la gestione e il controllo dell’apparato amministrativo, gestito dall’ormai ex ministro Giulia Bongiorno.

La causa di così tanta attenzione era la determinazione dell’ex ministro ad effettuare una vera e propria razionalizzazione della Pubblica Amministrazione. Analizzando i contenuti dei vari impegni dell’avvocato Bongiorno, infatti, è possibile individuare una tendenza riformatrice rispetto ad alcuni temi, cari all’ex ministro, come ad esempio il contrasto al fenomeno dell’assenteismo ingiustificato o l’instaurazione di un sistema di valutazione oggettivo del servizio pubblico.

Successivamente alla crisi di governo avvenuta quest’estate, il ministero responsabile per la gestione della macchina amministrativa è passato dalle mani della senatrice leghista a quelle della deputata pentastellata Fabiana Dadone. La Ministra su Facebook ha affermato che: “è un onore ed un privilegio essere Ministro per la Pubblica Amministrazione”, ma sarà pronta ad affrontare l’eredità lasciata dal suo predecessore?

L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridono, persone in piedi e spazio al chiuso
Il Ministro Dadone, in compagnia del Premier Conte e del Presidente Mattarella e dei suoi genitori il giorno del giuramento al Quirinale. Fonte: profilo Facebook Fabiana Dadone

Promesse sulla Pubblica Amministrazione

  1. Razionalizzazione amministrativa – Di Maio: “Abolire 400 leggi già nei primi giorni di governo”.
    Il 10 gennaio 2018 Luigi Di Maio ha lanciato una piattaforma online che permette agli utenti di segnalare le leggi che vorrebbero venissero cancellate. Il sito è stato disattivato per un periodo; attualmente è di nuovo disponibile ma non consente nessun tipo di interazione. Non essendoci notizie in merito alla abolizione delle 400 leggi annunciata da Luigi Di Maio, la promessa è da considerarsi come non mantenuta.
  2. Valutazione dipendenti pubblici – Bongiorno: “L’unico che può valutare [i dipendenti pubblici] senza sconti e con criteri oggettivi è il cittadino. Inserirò criteri legati al merito”.
    Il Consiglio dei Ministri del 21 settembre 2018 ha approvato in esame preliminare un disegno di legge che ha delegato il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per il miglioramento della pubblica amministrazione. Tra le novità vi era l’istituzione di un sistema nazionale di performance, cioè una nuova funzione amministrativa allo scopo di coinvolgere gli utenti in rapporto diretto con l’amministrazione. Dal 15 marzo 2019 in Senato ha avuto inizio la discussione del disegno di legge “Deleghe al Governo per il miglioramento della pubblica amministrazione“: che indica le linee guida “il coinvolgimento dell’utenza, laddove esistente, e di soggetti esterni alle amministrazioni pubbliche”. La legge delega non ha mai concluso il suo iter legislativo, pertanto la promessa è da ritenersi in corso.
  3. Lotta all’assenteismo nella PA – Bongiorno: “[Introdurre] rilevazioni biometriche per evitare che ci sia chi strisci il tesserino per altri”.
    Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il 25 ottobre 2018 il cosiddetto “disegno di legge Concretezza”, che introduce il requisito dell’impronta digitale per l’accesso al posto di lavoro per i dipendenti pubblici.
    Il 6 dicembre 2018 il Senato ha approvato il disegno di legge, passato poi al esame della Camera dei deputati; durante le audizioni a Montecitorio il Garante della privacy ha espresso molte perplessità sulla introduzione di questa misura.
    Nonostante ciò, le Commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera a fine marzo hanno approvato l’articolo 2 del ddl, che prevede l’utilizzo dei dati biometrici in sostituzione del cartellino. Il 12 giugno 2019, il disegno di legge è stato definitivamente approvato dal Senato con 135 voti a favore, pertanto la promessa è da considerarsi mantenuta.
  4. Semplificazione per le imprese – Di Maio: “Prendiamo l’impegno con le imprese per l’abolizione di spesometro, split payment, redditometro e della legge che prevede gli studi di settore”.
    Il ddl Ruocco era la proposta di legge deputata alla semplificazione fiscale per le imprese; il disegno di legge prevedeva la riduzione delle date di pagamento delle imposte ad un’unica data, l’adeguamento dello split payment alla normativa tributaria applicata agli esportatori e la creazione di una legislazione parallela al redditometro: tali misure erano comunque ben lontane da una integrale abolizione, così come promessa dai partiti di governo.
    Una volta giunto il testo al Senato, il contenuto del ddl è stato in parte ridotto, sono state inserite nel DL Crescita, per velocizzare l’approvazione; le norme sulle semplificazioni per le imprese, invece, sono state in gran parte state eliminate senza essere state inserite in altre proposte di legge. Pertanto, la promessa può considerarsi come non mantenuta.
  5. Taglio delle partecipate – Di Maio: “Sfoltire le società partecipate, recuperando il piano del commissario alla spending review Cottarelli. E lasciare i servizi essenziali in mano pubblica e renderli efficienti, mentre tutto il resto può andare sul mercato perché non siamo affezionati al vecchio socialismo municipale”.
    Il disegno di legge di bilancio, modificato e approvato il 23 dicembre 2018 al Senato con il maxi-emendamento, integra il Testo unico sulle società partecipate pubbliche (D.Lgs 175/2016), che disapplica l’obbligo di alienazione delle partecipate. In particolare: la modifica comporta la possibilità per gli enti pubblici di mantenere fino al 31 dicembre 2021 le partecipazioni in società che abbiano prodotto un risultato medio in utile nel triennio precedente, in contrasto con quanto definito dalla normativa vigente.
    Vista la norma inserita in legge di bilancio, che va contro quanto enunciato nella promessa, e vista l’assenza di notizie sul recupero del piano per la spending review di Cottarelli, la promessa non è stata mantenuta.
  6. Assunzioni nella PA – Bongiorno: “Puntiamo a mettere entro il 2019 in campo 450 mila assunzioni [nella Pubblica Amministrazione]”.
    L’ex ministro Bongiorno ha specificato che le 450 mila assunzioni sono una stima su tre anni.
    Il disegno di legge di bilancio approvato dal Consiglio dei Ministri per il triennio 2019-2021 prevedeva uno stanziamento di 500 mln per un grande piano di assunzioni di poliziotti, magistrati, e personale amministrativo. Successivamente, il disegno di legge di bilancio è stato modificato con un maxi-emendamento e approvato al Senato lo scorso dicembre. Quest’ultimo dispone il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato fino al 15 novembre 2019 per la Presidenza del Consiglio, i ministeri, gli enti pubblici non economici e le agenzie fiscali; per le università il blocco è fino al 1 dicembre 2019, con l’eccezione dei ricercatori a contratto che potranno essere assunti come professori nel corso del 2019. Dal 15 marzo 2019 in Senato ha avuto inizio la discussione del disegno di legge “Deleghe al Governo per il miglioramento della pubblica amministrazione”: quest’ultimo avrebbe dovuto indicare al governo le modalità con cui si dovevano ridurre in termini di tempi e costi le procedure concorsuali e le modalità di accesso al pubblico impiego, compreso quello alla dirigenza di prima e seconda fascia”. Le 400 mila assunzioni promesse dal Ministro Bongiorno sono state in parte previste dalla legge di bilancio 2019-2021 e in parte potrebbero essere previste nelle prossime leggi di bilancio; la promessa sarà verificata a fine 2021 e quindi rimane in corso.